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Bioenergetica
cos'è
a cura del Dottor Gustavo Mariconda

La bioenergetica è solo una , ma senz’altro la più nota,  delle varie forme  di Psicoterapia corporea o lavoro sul corpo, “body Work”, per indicare una terapia che parte dall’assunto fondamentale dell’unità Mente/Corpo.
Pioniere di tale approccio è stato W. Reich. La metodologia sviluppata da Reich é stata da lui denominata
Vegetoterapia.

I post-rechiani invece hanno usato principalmente le seguenti definizioni:

  • Lowen: Analisi bioenergetica.

  • Pierrakos: Corenergetica.

  • Boadella: Biosintesi.

  • Malcolm Brown: Terapia organismica.

  • Gerda Boyesen: Psicoperistalsi.

Una ricerca in parte indipendente da Reich ha portato al Rolfing di Ida Rolf,  che, integrato con Reich e altro ha portato alla Reintegrazione Posturale di Jak Painter.
Un’altro metodo psicocorporeo è il Rebirthing, elaborato dall’americano Leonard Orr, che sembra peraltro recuperare antichissime tecniche orientali

W. Reich

Reich era uno psicoanalista austriaco, (1897-1956) allievo di Freud, a mio avviso il più geniale, che si trovò, come tanti altri, in conflitto con Freud su alcuni punti importantissimi, tanto che nel 34 fu espulso dalla società internazionale di Psicoanalisi.
La genialità di Reich sta nella complessità della sua ricerca, che va dalla psicologia alla politica, (attraverso la psicologia di massa) alla medicina, alle scienze naturali.
Per aprofondimenti potete  vedere il mio sito e relativa bibliografia.
Quello che preme in questa sede è parlare della psicoterapia reichiana, che si caratterizza per il coinvolgimento del corpo nella terapia.

Il corpo.

Una delle prime intuizioni di Reich fu scoprire che  “non è tanto importante quello che dice il paziente, quanto come lo dice”
Il come non è altro che  quello che oggi chiamiamo comunicazione non verbale, cioè i messaggi che inviamo tramite il tono della voce, lo sguardo, la postura, ecc.
Reich quindi in un primo tempo scoprì l’importanza espressiva del corpo.

Il corpo esprime meglio delle parole il nostro disagio o il nostro benessere.

In un secondo tempo Reich scoprì che il corpo era molto importante, direi essenziale, nel processo di sviluppo psichico, cioè nella strutturazione della personalità e del carattere.

Anzi Reich arriva alla conclusione che  non è possibile parlare di corpo e psiche, (o mente) come due entità separate. La stessa medicina psicosomatica appare a Reich superata nella misura in cui parla di influenze della psiche sul corpo o viceversa, continuando a intenderle come due entità separate.

Reich invece parla del rapporto psiche-soma come di una identità funzionale. Sono due aspetti della stessa realtà.

Il corpo in particolare è coinvolto nelle emozioni,

Non esiste una emozione che non abbia degli aspetti somatici, che vanno dal ritmo della respirazione e battito cardiaco, a fenomeni di apertura e chiusura dei capillari, con conseguente sensazione di caldo e freddo, dilatazione o restringimento della pupille, contrazion o rilassamento degli sfinteri, fenomeni ormonali come il rilascio di adrenalina con l’aggressività, ecc.

Ma soprattutto Reich capisce l’importanza del movimento nella espressione delle emozioni.

Esprimere, da ex-premere, è evidentemente il contrario di re-primere.

Credo che possiamo  tenere per buona l’indicazione di Freud per cui l’inconscio deve diventare conscio, solo che nella psicoanalisi questo rischia di essere solo un fatto mentale, intellettuale.

La psicoanalisi lavora con i ricordi, le immagini, e solo accidentalmente con le emozioni.

Eppure gli stesso psicoanalisti sanno che se l’affioramento di un ricordo rimosso non è accompagnato dalla relativa emozione, la cosa non ha una grande efficacia terapeutica.

Ciò significa che non basta ricordare, ma è necessario riuscire ad esprimere  quello che è stato represso. Parliamo naturalmente dell’espressione di una emozione, (da ex-movere)

Esprimere una emozione. Come dire, in latino: ex-premere, e ex-movere.

Non ci si può ex-primere senza un ex-movere.

Già Darwin l’aveva capito, scrivendo un libricino sulla “Espressione delle emozioni nell’uomo e nell’animale”

L’aggressività si esprime mostrando i denti, o battendo un pugno sul tavolo, o dando pugni e calci.

La tenerezza si esprime con un abbraccio, l’apertura con le braccia aperte, la chiusura con le braccia chiuse, la diffidenza guardando “di traverso” cioè a destra e sinistra. La meraviglia guardando  attorno in forma circolare. Vocalmente si esprime con una O, non per caso di forma circolare.

L’energia

Importantissimo nella terapia reichiana il discorso sull’energia, nel senso che Reich, pur non conoscendo molto le medicine orientali, è arrivato ad intuizioni che postulano, come appunto le concezioni orientali, la presenza di una energia particolare, (che Reich studiò con risultati straordinari - vedi nel mio sito: energia orgonica)

La salute è una questione di equilibrio energetico, e di libera e fluida circolazione dell’energia nell’organismo attraverso i vari livelli, che secondo Reich sono: occhi, bocca, collo, torace, diaframma, addome, pelvi.

Scopo della terapia è il ristabilimento della circolazione dell’energia attraverso il superamento dei blocchi che ci possono essere ai vari livelli.

E’ importante chiarire il significato della parola  Vegetoterapia, con cui Reich definì la sua metodologia, che non ha niente a che fare con diete vegetariane, come qualcuno crede di capire.

E’ collegata invece al sistema nervoso neurovegetativo, o “autonomo”, in quanto presiede automaticamente,  al di là della volontà e della consapevolezza, a tutte le  funzioni corporee dei vari organi, dal fegato ai polmoni al cuore, ai muscoli, allo stomaco.

Tutti questi organi sono innervati da due nervi: il vago, che presiede alla distensione, il simpatico che favorisce la contrazione. Anche l’intero organismo nel suo complesso ha un andamento pulsante tra due polarità: contrazione ed espansione, e questo in tutti gli organismi viventi, dai più semplici ai più complessi.

Nelle situazioni di stress prolungato in cui spesso siamo costretti a vivere la polarità della contrazione, (allarme, lotta, fuga, lavoro, ecc) prevale sulla dimensione espansiva del vago, collegata alla voglia di vivere e alla capacità di  amare, di andare, come dice Reich, “verso la vita, verso il mondo, verso gli altri”

Scopo della terapia quindi è ristabilire un equilibrio tra queste due polarità: ritrovare sia la capacità di lottare quando è necessario, (quello che chiamiamo aggressività sana) sia la capacità di rilassarsi, di amare, di godere.

Per approfondimenti vedi sul mio sito la voce “indicazioni”

Gli  esercizi

Da questa corrispondenza tra emozione e movimento come espressione di quella emozione sono nati tutti gli esercizi che usiamo in terapia.

Le varie scuole si differenziano in parte, anche per gli esercizi che propongono, o per il fatto che talune danno più importanza a certe cose, altri ad altre. Per la bioenergetica di Lowen è importante soprattutto il lavoro su piedi e gambe: (grounding)

Per chi si rifà invece alla vegetoterapia originale di Reich, rappresentata in Italia dalla scuola di Federico Navarro,  la priorità è data agli esercizi con occhi e bocca.
Non è il caso qui di andare a sviscerare le differenze, e le polemiche, tra le varie scuole.

Un approccio integrato

Basti dire che il sottoscritto ha un approccio integrato, non solo nel senso di utilizzare al meglio le indicazioni delle varie scuole reichiane, cercando quello che possono avere in comune piuttosto che le differenze, ma di integrare anche l’approccio reichiano con altre forme di psicoterapia, corporea o non corporea, in particolare da un lato riteniamo che la psicoanalisi, o più genericamente la psicologia dinamica abbia ancora delle cose importanti da dire.

Teniamo presente il discorso di Jung, la teoria sistemica, l’analisi transazionale, la gestalt, il reve veillè, il training autogeno, l’ipnosi, ecc.

La mia formazione

l’esperienza più importante è stato il training di Vegetoterapia effettuato con Mirella Origlia, della scuola di Federico Navarro.

 

Precedentemente avevo fatto un training con la Co.D.I.P. (Cooperativa di intervento psicoterapico)  che integrava diverse metodologie non reichiane, e quindi operava solo a livello verbale.

Più recentemente  invece è stata importante la didattica di Rebirthing transpersonale effettuata con Filippo Falzoni, una tecnica corporea, basata esclusivamente sul respiro, che di fatto opera in sintonia con il discorso di Reich, ma a livello teorico si rifà a teorie e tecniche orientali

La metodologia : respiro e movimento

Pur non  avendo la pretesa di aver inventato niente di particolarmente nuovo, il mio modo di lavorare non si identifica totalmente con nessuna scuola particolare.

Ho fatto, come altri, una sintesi personale delle diverse esperienze vissute, in particolare delle tre formazioni con tre scuole diverse, e delle diverse letture e studi.

Anche se sono laureato in Psicologia, non mi identifico con gli psicologi, essendo il corso di laurea a Padova orientato secondo schemi che si sforzano di essere “scientifici”, nel senso meccanicistico ancora predominate nella medicina ufficiale, ma che è di fatto superato da una concezione della scienza e della medicina, che si sta affermando sempre di più, che potremo definire sistemica, funzionale, olistica.

Mi considero soprattutto un reichiano, e credo che la mia metodologia possa definirsi una delle possibili concrete applicazioni del discorso di Reich.

Nel lavoro sul corpo  opero soprattutto con due elementi: il respiro e il movimento.

Per quanto riguarda il respiro, uso la respirazione circolare del rebirthing, cioè una respirazione senza intervalli tra espirazione e  d inspirazione, che, prolungata anche per una ora o più comporta una iperventilazione .

Poiché la maggior parte delle persone ha il respiro bloccato, e ciò è funzionale nel processo psicocorporeo di rimozione per cui il soggetto limita la propria sofferenza ma anche la propria vitalità respirando di meno, è chiaro che il lavoro con il respiro “circolare” del rebirthing libera molta energia, e muove con rapidità situazioni bloccate da anni.

Non condivido con chi fa rebirthing il totale disinteresse per il movimento, che è lasciato alla iniziativa del paziente, non viene né incoraggiato, né scoraggiato, con il risultato che la grande quantità di energia liberata dalla respirazione spesso non trova il modo di essere “scaricata”, il paziente arriva vicino alle proprie emozioni, ma spesso non riesce ad esprimerle, o lo fa con estrema fatica e sofferenza.

Invece gli esercizi della vegetoterapia della scuola di Navarro,  e della bioenergetica di Lowen sono diretti a facilitare l’espressione di una specifica emozione, che può essere l’aggressività e il pianto, o meglio ancora sentimenti positivi come l’amore, la tenerezza, la gratitudine.  

Corpo, mente, spirito

Il discorso di Reich è soprattutto concentrato sulla unità-polarità mente corpo. Non sentite parlare nella sua opera di spiritualità, ma nelle ultime opere sentite parlare di Dio e di religione, e potete notare che ci sono delle intuizioni profonde che aprono le porte alla comprensione di quella che oggi personalmente considero una spiritualità autentica, non collegata ad alcuna autorità né ad alcuna religione.

Durante il mio training Reichiano, stimolato dalla mia terapeuta  e didatta Mirella Origlia, mi sono avvicinato all’antroposofia di Steiner, e ad altri rappresentanti di questa spiritualità, ad esempio Krisnamurti.

Personalmente non ho atteggiamenti da guru o maestro spirituale, basti dire che nel mio lavoro tengo presente anche la dimensione spirituale, cercando di favorire l’apertura da parte del paziente di fronte a questa dimensione. Cerco di farlo con la massima discrezione. Di spiritualità oggi si parla anche troppo. Nel senso che ci sono anche troppe persone che parlano molto di spiritualità, magari perché hanno letto molti libri sull’argomento, ma in realtà non hanno molto da insegnare.


Altre indicazioni e consigli alla pagina delle Bioenergetica FAQ

Gustavo Mariconda


Altre consulenze disponibili:



 

 

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Ultimo aggiornamento: 13/11/2005